Give Me Enough Rope

Give Me Enough Rope

domenica 3 maggio 2015

Le città di mare

Le città di mare portano con se una malinconia che io, inevitabilmente, finisco per assorbire come una spugna.
Le città di mare sono spettacoli stagionali, una comitiva di saltimbanchi a tempo, la gente accorre da tutte le parti per prendere un piccolo pezzo di spensieratezza e divertimento ma nessuno si chiede cosa succede dopo a chi vive lì ed è costretto a raccattare magari le briciole e quando tutti piantano baracche e burattini per tornare nel entro terra a te non rimare altro che passare davanti a un palco vuoto  lasciando correre i ricordi.
Desolate si, malinconiche in attesa dell'aria frizzante  che pervade tutto per quei 3 o 4 mesi forse 5 a seconda del tempo ed allora si sarei un bugiardo se non dicessi che è impossibile non farsi coinvolgere da quella "vita a tempo" che nell'attimo ce ne pare priva e che sotto sotto fa rivivere qualche tuo sogno.
Ma, 3 mesi coverete anche voi son ben poca cosa da vivere e anche a caro prezzo... questioni di carattere, ognuno vive con i suoi scopi, i miei vanno sempre controcorrente per cui...
ci vediamo in montagna o in campagna ;) 

lunedì 27 aprile 2015

Il pianista sordo

Mi chiedo perché provi una gran fatica ogni volta che ho davanti  un foglio bianco, è come se i miei polmoni si svuotassero e tremassero nel disperato tentativo di aggrappare un ciuffo d'aria con i muscoli del petto che dolgono come dopo un grosso sforzo.
Non capisco come mai non mi venga un movimento naturale, come mai tutto mi debba sembrare cosi artificiale e posticcio, mi sento intrappolato in me stesso.
Lo sento, sento l'aria densa ed elettrica carica in ogni sua molecola di emozioni e di concentrazione, la stessa concentrazione che piega ogni grinza nel mio volto: Davanti a me il nulla, dietro lo sguardo fisso e svagato del pubblico, avverto anche loro nei loro posti al buio, con l'orecchio teso per cogliere ogni mia singola nota.
Ma come posso io? muovo le mani e muovo le mie dita ma non posso sentire nulla,  e sento solo silenzio, sono come uno di loro, un terzo spettatore davanti a un incantatore di serpenti il cui suono non è in grado di far alzare nessun serpente.
è possibile che la mia sia una sinfonia silenziosa? O forse lo è solo per me? in ogni caso come posso esprimermi senza sentirmi? Come posso farmi capire?
è mio destino pensare alla poesia che il poeta sta scrivendo senza riuscire ad averla? o a farli giustizia sovrapponendo segni neri su quel foglio bianco? Ci penso, sorrido, cambio melodia o almeno credo di cambiarla.
Forse è necessario chiudere gli occhi quando abbiamo sordo l'udito, immaginare lo spazio intorno a noi continuare a suonare senza pensare al pubblico dietro, che siano passanti in impermeabile distratti o spettatori  interessanti paganti.
Ma cosa si fa quando si vuole raggiungere qualcuno sugli altri? 



venerdì 10 aprile 2015

Alba

L'aria fresca che entra dal finestrino fa si che delle piccole ciocche di capelli, come minuscole fate, danzino lievemente intorno a lei.
È presto, i fanali illuminano la strada davanti a noi, striscia bianca dopo striscia bianca il panorama per la maggior parte resta nascosto nell'ultima disperata resistenza della notte.
Di tanto in tanto sposto un occhio su di te, mi piace guardarti mentre cerchi di nascondere, dietro quello sguardo felice e incuriosito, la stanchezza e la sonnolenza del viaggio.
Sorrido, e più andiamo avanti più le tenebre alzano delicatamente il velo, svelando le forme degi alberi e della natura.
Aldilà del tuo finestrino una luce rosata si alza sempre di più; non voglio fermare la macchina e come un pittore, mentre ha paura di essere scoperto, copre la tela dopo ogni tratto, cosi io ti ritraggo ogni volta che uno spicchio di sole sale e un riflesso sul tuo volto cambia.
Siamo arrivati, ti avevo promesso uno spettacolo meraviglioso ed eccolo qua: il sole oramai è quasi del tutto sveglio immergendoci in toni nuovi, sfumati delicato e tenue come il colore pesca che spinge delicatamente via l'ultimo blu che, stanco di resistere, si  scioglie delicatamente in un celeste particolare.
è qua tra questi ruderi che guardo il tuo viso, i tuoi occhi e ti stringo a me: Ti bacio, è un bacio nuovo come questo giorno, ti abbraccio e ti mostro il sole che ora ci illumina perfettamente andandosi a incastonare tra le colonna di pietra, ancora solide e maestose.
Siamo completamente infusi in questo momento, non è semplicemente un'alba un momento come un altro della giornata, questa è la forza invisibile della vita, è il suo cuore che incomincia a battere è la magia che ha inizio.
E in questo momento siamo nel cardine di questa magia, abbracciati a sognare nell'infinita grandezza.  

domenica 5 aprile 2015

Vecchie Sensazioni

Ero da poco entrato nel letto quando sento la porta di casa aprirsi, mio fratello era appena tornato a casa.
Istintivamente stendo la postura e socchiudo gli occhi come a far finta di dormire, certo che questo comportamento non aveva motivazione logica, visto che mio fratello del resto oramai dorme nell'altra camera.
Ma lo faccio lo stesso forse è un capriccio bambinesco che mi assale per un momento e a cui voglio dar retta.
Pochi passi, mio fratello entra in camera, prende il portatile ed esce.
Ed ecco che per un momento ho sentito di nuovo quelle sensazioni che sentivo da piccolo, quando, forse quasi per gioco, consideravo la notte come un grande mistero nel quale eravamo vulnerabili alle nostre paure e ogni momento era buono per provare il nostro coraggio ed essere testimoni di qualcosa.
Un po' come quelle storie che si trovavano nei piccoli brividi;
quindi mi mettevo a letto sotto le lenzuola e affrontavo quel mondo fatto ancora di incubi innocenti che si vivono quasi con tranquillità e con uno slancio simile a quello della brezza serale che, sul terrazzo, accarezzava il mio volto mentre prendevo di mira le rondini con il mio winchester giocattolo.
La stessa aria fresca, quasi misteriosa, mi accoglieva la domenica mattina dei giorni di festa.
Improvvisamente mi alzavo e le tende di camera erano cambiate (nel colore e nella pesantezza, a seconda della stagione)  e l'aria fresca sapeva di panna e tranquillità famigliare.
Arrivavano i nonni per pranzo ed ecco che spuntava quella pasta con la panna che avevo già sentito dalle prime ore del mio risveglio.
E dopo pranzo mi adagiavo sulla sedia a sentire le chiacchiere intorno a me e a osservare i cerchi di caffè lasciati sulla tovaglia dai bicchierini.

Il tempo passa, seppur inevitabile è triste non riuscire a provare più certe sensazioni, per lo meno non in maniera completa.
Si, ce ne aspettano molte altre ancora sconosciute, ma c'è sempre un po' di rammarico nel poter pallidamente ricordare e non provare più certe "gioie" del passato.
Sono sensazioni che passano e non torneranno più, per questo è assolutamente necessario farne tesoro in modo da poterne trarre ogni lezione e ogni tanto, qualche sporadico sorriso. 

sabato 28 marzo 2015

Il risveglio della primavera

Ora che il sole splende a poco a poco più deciso, la brezza mi porta odori nuovi di polline e di erbe.
è odore di primavera, è la primavera che si sveglia nel rigoglioso verde del cappero lungo le mura
che mi invoglia di nuovo a camminare su quella pietra, che ti spalanca i veli della città e ti invita ad esplorare di nuovo la sua storia le sue avventure, ti invita ad andare e scoprirne i suoi angoli più remoti dove le piante ora sono pronte per essere colte lungo il letto del fiume.
la primavera grazie a cui ci ritroviamo ora a bere questo tè ai frutti rossi che sparge il suo aroma nel salotto illuminato dalla luce rinvigorita della mattina.
è la primavera che si risveglia, svegliandomi.



venerdì 13 marzo 2015

Good and evil

Provo a riesumare il blog, purtroppo mi sono messo in testa di scrivere una serie di racconti ( o almeno di provarci via) e quindi molti dei potenziali argomenti degli ultimi giorni sono stati dirottati per questo progetto.
Però mi mancate, quindi torno con un piccolo pensiero.

In questi giorni sto sperimentando più che mai la lotta tra "animo buono" e "animo stronzo" e si forse perché mi ero convinto di provare a essere (ancora) più buono e di essere virtuoso nei fatti ( Ma mi sta già passando la voglia con la gente che c'è in giro).
Per la serie coincidenze curiose, se ci mettiamo completamente a caso a leggere la genesi della stra grande maggioranza delle religioni al mondo, noteremo che lo scontro tra bene e male è inevitabile.
Cosi anche oggi assistiamo a questo scontro in proporzioni minori, ai giorni nostri dove sempre più assistiamo al tramonto degli dei  e a una sempre più maggiore concentrazione sull'individuo (che poi, dovremmo aprire una gigantesca parentesi su questo, visto che ironicamente una maggiore concentrazione sull'individuo per la stra grande maggioranza delle persone porta l'effetto contrario); questo scontro è portato a un livello più basso e facilmente comprensibile:  animo buono o persona stronza? La scelta non è poi cosi scontata, come il tema che è ampiamente dibattuto qui sui blog e ognuno di noi riportapiù volte storie di scontri simili.
Ora il fatto è che l'uomo predica il bene ma cerca sempre il male, è il fascino di quello che potrebbe ferirci, l'amore del rischio l'estasi nel far volgere momentaneamente una situazione contraria a nostro favore e perché no, anche il piacere che si prova nel dolore (Dopotutto anche il dolore serve a farci sentire vivi).
Io si, sono molto più buono che stronzo, e ne pago le conseguenze, perché il mondo diventa cinico, perché come ho detto prima siamo in una società egoista incentrata su individualismo un po' malato e un po' perché finché non ho le prove di dire: " Ok questo comportamento mi ha portato diversi benefici riconoscibili da terzi"  non posso affermare che non ci siano lati negativi nell'essere in questo modo.

Voglio lasciare, quindi, una mia riflessione alle persone che si trovano di fronte a un bivio. Come ad esempio quello di: "Scelgo questo ragazzo buono o questo un po' più stronzo? ""Cerco di smettere di fare questa cosa poco carina o continuo anche se non vorrei?".
Per esperienza e prendendo ipotetici dati alla mano posso dire che un qualcosa di buono, occasionalmente può diventare cattivo appagando cosi sia il bisogno di serenità sia il bisogno di trasgredire e cercare quel poco di dolore che ci piace provare;
 Mentre il cattivo difficilmente tornerà a essere buono per voi.
Quindi: Perché scegliere la "malattia" quando potremmo scegliere sia il male che la cura insieme a seconda di cosa vogliamo assumere?

Non sarebbe più semplice tentare di scegliere sempre quest'ultima? 




domenica 15 febbraio 2015

Ambra

La notte ha messo a dormire il mondo e ci ha lasciato una stanza per noi,
qui, sotto le luci arancioni.  ammiro i tuoi movimenti felini ed eleganti
apprezzo ogni sinuosità dei tuoi lineamenti e ne faccio un dipinto nella mia mente;
Impersoni  Venere e mi inviti a immergermi in questa tintura.
 Poter massaggiare la tua pelle, e guardarti negli occhi, quello sguardo di tenebra che molti hanno amato.
Quello sguardo che cela  le ferite nella tela della tua anima, tagli che rammendo con i colori.
E mi avvolgi come ambra, permeandomi della tua essenza fino a farmi giungere a quello che nascondi di più, allo scorza viva, alla perla dai bagliori smorzarti nei più profondi abissi del tuo animo.
E mi avvolgi come ambra secolare, che dentro di se mantiene vivi i cuori delle creature che ghermisce.