Give Me Enough Rope

Give Me Enough Rope

domenica 28 luglio 2013

19 364

Ok, mi sento quasi grande, sulla soglia dei 20 anni.
La vita, manco te ne rendi conto e cresci con i pro e i contro che questo comporta.
A parte questo, st'anno voglio vederla come una cosa positiva vorrei passare un compleanno rilassandomi (e che, quando mai ho fatot roba? ahah) e come un giorno di ferie da me stesso (che poi tanto so sempre io, poco ma sicuro).

Dopo questa introduzione priva di idee, riprendo un attimo il filo del post precedente e dico: Ma tu che suoni quando sono fermo al rondò che sto dando la precedenza come è giusto che sia, perché lo fai?
perchè suoni? più di cercare di andare avanti poco a poco sperando in qualche apertura o che una buon anima mi faccia passare che devo fare? andare a schiantarmi contro le macchine?
Io non vi capisco. ba.

Tra l'altro curiosità, da quando ho la patente ancora non ho suonato a nessuno ( anche se a qualche massone con giacca e cravatta e la macchinona e a quelche signora tutta bellina che parlano al cell e non ti danno nè uan precedenza nè spazio nè niente avrei dovuto) alla fine penso sia anche questione di educazione e disciplina... forse esagerò come al solito ma secondo me è cosi.

giovedì 25 luglio 2013

Money money money

Must be funny In the rich man's world, recitava una canzone degli Abba ed è incredibile come al giorno d'oggi sia vero.
Se guadagnassi i Big Money mi potrei permettere di fare tutte ste cavolate che mi tocca fare ogni gioro.
Oggi voglio prendere quello là, si si, proprio tu quelli stronzi che non fanno mai economia e che poi magari si lamentano anche, voglio prendere anche quelli che ti passano davanti alle file.
Ma è cosi troppo civile fare la fila? se ci sono due casse una a destra e una in fondo non vuol mica dire che non esiste una fila eh, occupandosi della stessa mansione, una persona civile si metterebbe in fila e una volta che arriva il proprio turno si va a quella libera.
Ma ovviamente non è tutto cosi ovvio, poi almeno salta la fila ma fallo per bene, ma te donnaccia che hai come minimo una 50 d'anni che ti sei fatta du braccia che tra pochino tyson si spaventa se ti vede, se il tu marito o chi per lui che è una persona civile ti dice: "c''è il ragazzo prima di noi" che vol dire che rispondi" no ci sono prima io" con aria di superiorità, ma "sgusate", ma chi ca**o sei? ma non ti vergogni? ma vai in mona camionista amncata, ma l'educazione do l'hai lasciata? ai tuoi figli che insegni? a prende a mazzate i parabrezza delle auto?
TUTTAVIA anche se una persona cosi si meritava una ramanzina e una lezione di vita lì sul posto (almeno in questa occasione), ho voluto fare il buono, sai che c'è? questa è una fila per cellulari e roba varia, ma chi se ne frega, io posso stare cinque minuti in più, prenditi il cellulare fatto apposta per l'anziani perchè la tu mamma poveraccia non ci sente più e vattenen a casa.
Al tipo però l'ho guardato e ho fatto cenno di passare avanti, in silenzio praticamente gli ho fatto capire "si c'ero io, ma vai prima te che poveraccio c'hai già una bella croce da portare".


Vi lascio con la canzone citata prima, ma una cover.

Vi pregherei di scrivere sotto le vostre impressioni sulle file, se sono stato troppo indulgente in questo caso o qualsiasi altra cosa vi venga in mente.
Non perchè voglia ricevere molti commenti ma semplicemente perchè mi interessano le vostre opinioni.

 

Vi lascio con la canzone citata prima, ma una cover.

Vi pregherei di scrivere sotto le vostre impressioni sulle file, se sono stato troppo indulgente in questo caso o qualsiasi altra cosa vi venga in mente.
Non perchè voglia ricevere molti commenti ma semplicemente perchè mi interessano le vostre opinioni.

 

giovedì 18 luglio 2013

Soulful

ATTENZIONE: Questo post contiene dolcezza e smielatezza a sfà e quindi potrebbe turbare qualche lettore; se pensate di essere in questa categoria,  si consigliano altre letture come QuestaQuest'altra


è Buffo come ti penso spesso e come mi chiedo se i miei pensieri ti arrivino in qualche maniera e se anche tu stai penando un po' a me, è buffo anche come il pensarti e l'immaginare la tua reazione mi rende felice.
Mi ritrovo a voler vedere il tuo sorriso, sentire come parli, sentire come ridi, vederti diventare rossa quando ti faccio un complimento.
Sono curioso di vedere il tuo volto, la tua espressione, magari quando capisco quello che stai pensando o quello che ti piace e allora mi guarderesti un po' arrabbiata pensando di essere prevedibile o di non essere speciale, anche se speciale lo sei e l'unico motivo per cui ti ho capito è quello che, alla fine, siamo uguali e niente, è tutto troppo bello.

P.S. Poteva essere molto più dolce, mi sono trattenuto per la salute di voi lettori (vi ho appena evitato un diabete, ringraziatemi!).
Poi chi sa, magari all'interessata le toccherà sorbirsi anche quell'altra metà di "dolciume" che non ho scritto :-p.

venerdì 12 luglio 2013

Melody

Finalmente penso di aver capito, forse basta avere più fiducia in se o azzardare ma ho capito,
la migliore melodia è quella che non sento, è quella che scrive e che suona nel mio cervello.
Certo ovviamente nel nostro cervello le cose sono come le vogliamo noi, ma non è cosi infondo;
Alla fine quello è come siamo noi, è quello che vogliamo è quello che desideriamo essere.
Ho capito che bisogna chiudere gli occhi e ascoltare, la migliore melodia è quella che sento dentro, è quella data dai miei sentimenti perché anche essi hanno voce, parlano e parlano sottoforma di musica ed è la più bella che possa sentire e se anche, forse, non troverò mai il modo con il quale gli altri la sentino, devo continuare a provare ed essere felice, perché per lo meno io la sento.
So che un giorno troverò il modo per ringraziare tutti quelli che mi hanno dato queste emozioni, so che riuscirò ad esprimermi e ora SO che ciò che sento dentro è la vera risposta a tutto, sono io e seguire le mie emozioni e sensazioni sarà sempre la scelta giusta, anche se questo vuol dire fare scelte difficili e se a volte non sembrerà cosi facile trovare una soluzione, ma ho cuore, sotto sotto ho cuore e dovrò sorridere e chiudere gli occhi, posso essere in grado di superare tutto.

domenica 7 luglio 2013

Pizza e Rock'n'roll

Ma secondo voi io mi metto ad andare alla notte bianca al centro commerciale a girare per negozi?

Ma io mi piglio sto pacchetto di patatine all'origano (che sono la rivelazione della giornata) e mi ascolto canzoni metal random a tutto volume altro che.
E mi sarebbe piaciuto mangiarmi anche la pizza come da titolo, se solo non mi fossi scordato di comprarla...

lunedì 17 giugno 2013

Tolto l'impossibile, il resto, per imporbabile che sia, deve corrispondere a verità

Molti di voi sicuramente conosceranno quella massima scritta per Sherlock Holmes dal suo creatore Arthur Conan Doyle.
Massima che io seguo e apprezzo (nonostante personalmente non creda a una verità oggettiva, anche se cerco di adattare quella più vicina al "caso" "situazione" che ho di fronte).
A volte tuttavia trovo che l'impossibile e l'imporbabile si mescolino in un vortice lasciandoci in balia e rassegnati dopo un po' nel non trovare risposta.
Quindi ho deciso in virtù di questo di raccontarvi una storia:
Tanto tempo fa c'era un piccolo me, davvero piccolo e un ragazzo mi fratello, all'eèoca ogni tanto andava da soli in vacanza dai nonni in campagna e ogni tanto per non andare al mare (e a pensarci bene non è che poi fosse cosi lontano... chi sa perché non ci andavamo) balzavamo sulla GLORIOSA (e si merita tutta la grandezza con cui l'ho scritto) alla Ford escort laser II grigia di mio nonno (che dio l'abbia in gloria) e ci portava a fare il bagno al fiume vicino, un fiume con fondo rocciosa, dove anche quella poca di "spiaggia" che c'era era formata da ciottoli e che col corso degli anni, mi sarebbe diventata familiare.
Per l'appunto, ricordo benissimo, che quell'anno, prevedendo già i nostri pomeriggi passati al bordo del fiume, io e mio fratello decidemmo di comprare uno di quei canotti gonfiabili e ovviamente quel giorno portammo anche quello.
Stesi gli asciugamani (il mitico marrone con scritto Etruria, che siste tutt'ora anche se è ridotto a una pezza quasi, tutto a brandelli memore di epoce eoriche passate, con quell'area trionfante con cui uno si immagina il più degno eroe del passato) non passò molto prima che decisi di andare a fare il bagno;
Ora parliamoci chiaro, ovviamente il fiume non era tanto alto e non presentava nemmeno una forte corrente tranne magari, al centro dove ovviamente si incanala tutto il flusso dell'acqua, io restavo sempre ai bordi chinandomi un pochino in modo da immegermi un pochetto in acqua, dopo un po' capitò il misfatto.
Mio fratello inconsciamente (come poi confermai successivamente e nel corso degli anni) decise di buttare il canotto in acqua, buona idea, se non per il fatto che lo gettò inavvertitamente su di me, sprofondai sott'acqua e non riuscivo a risalire visto che il canotto non accennava a spostarsi e rimaneva lì fermo (io ero piccolo, non ero ovviamente molto forte o furbo per cercare soluzioni estrose), mi ricordo come se fosse ieri che non ebbi paura e pensai solo che dovevo fare qualcosa altrimenti ero nei guai. provai a "rialzarmi" per spingere via il canotto ma senza successo, poi mentre stavo pensando a cosa poter fare, il canotto scivola, scivolando da destra a sinistra permettendomi di riaffiorare e andare a dire a mio fratello quanto fosse idiota.
Ora io in quest'anni c'ho pensato parecchio, alle dinamiche di quell'evento e ho pensato a diverse ipotesi, ricordo abbastanza bene che quel giorno il fiume era abbastanza calmo e se c'era corrente, 90 su 100 essa spingeva da destra verso sinistra quardando il fiume da est.
Come mai il canotto fece quello scivolone? Intervento divino? angelo custode? un improvvisa corrente dal senso opposto? scivolamento a seguito di polvere fini tipo terra e sabbia che spinti dall'acqua facevano attrito tra gommone e ciottoli sotto stanti? Folata di vento improvvisa? (e ogni tanto capitava in effetti in quel fiume).
Me lo sono sempre chiesto e temo che non arriverò mai a una risposta, ciò che posso fare è solamente imparare, guardare bene prima di lanciare qualcosa in acqua e farmi sempre vedere quando qualcuno deve immettere qualcosa in acqua.
Inoltre posso ricordare la storia con un sorriso, dire che la morte ha cercato di colpirmi (come farebbe richard benson) e, penso che a questo punto ne sia in diritto, farmi offrire una birra da mio fratello.

sabato 15 giugno 2013

Leoni per agnelli (l'agnello tornava meglio)

Vi sono mai capitate quelle settimane dove non vi bene niente e non riusciti ad eccellere nemmeno in quello che sapete fare meglio? ecco, a me è appena successo. 
E come al solito, con un giro e rigirio di pensieri partito da quel ragionamento, sono arrivato a chiedermi, con l'avanzare del tempo e la progressione delle dinamiche, inmplementazione e modifiche di una cosa che sappiamo fare bene, è possibile perdere un po' della propria classe nel farla? 

é una strullata? forse si, ma ho pensato alla categoria dei videogiochi, che si è vero, non è di una grande utilità nel riuscire nei videogiochi, ma è un ottimo esempio (oltre che aiuta a rilassarsi).

Da "appasionato" ho notato che con il passere del tempo i videogiochi hanno subito un leggero degrado nel gameplay e nella trama (spesso ambo facili e banali) a favore di una grafica superba; 
Mi sentirei di affermare che i videogiochi siano stati esposti a un progetto di instupidimento al pari di quello che c'è stato e quello che stanno facendo al giorno d'oggi con la vita di tutti i giorni: valori, educazione, cultura, sentimento ridotti all'osso (e questa parte va a corrispondere alle trame sempre più facili mirate a un divertimento facile che non lascia spazio per la riflessione e l'approfondimento al giocatore) e un esaltazione dell'aspetto esteriore tanto che tutte le ragazze devono essere magre, aspirare a diventare veline e con il messaggio subliminale (che secondo me se ci si fa caso si nota ovunque) del: "Mostrate più seno e gambe e meno cervello, avrete fama e soldi" (e questo corrispende all'ottimizzare all'estremo la grafica di un videogioco).
Ora ovviamente, la relazione tra le due cose è forzata, ovviamente il progresso tecnologico gioca un ruolo importante in tutto questo, però è vero che i giochi diventano più stupidi perché noi cerchiamo cose più semplici e immediate, perché la società cambia e ti cambia come vuole. Io personalmente ho notato che a forza di giocare a gioco frivolo dopo gioco frivolo, mi sono abituato a una certa dose di banalità e ora trovo difficoltà a tornare a certi standard un po' più alti dati dalle eccezioni (ovviamente ci sono sempre, il mio è un discorso un po' in generale. ma non voglio entrare nei dettagli).
Ma questo vuol dire che ci siamo davvero instupiditi? oppure è solo abitudine e basta riprendere un po' la mano?

Alla fine sono giunto alla conclusione che il problema esiste e che non bisogna crogiolarci troppo nei relax e nelle cattive abitudini di questo mondo sempre più moderno dove dei tipi alla ricerca del controllo delle masse tentanto di trasformare leoni in pecore.

Per quanto riguarda i videogiochi, era solo una settimana no, capitano, anche ai professionisti
*si sistema gli occhiali da sole e se ne va*