E un altro anno è passato.
Io di solito non festeggio quasi mai, per natura, sono d'indole diciamo umile, amo quindi festeggiare quando c'è qualcosa da festeggiare.
Ciò non fa eccezzione ogni 31 dicembre di ogni anno, sorrido semplicemente, stringo la mano a quelli intorno e mentalmente la stringo ance a me stesso dicnedomi: " Sei sopravvisuto un altro anno, complimenti"
Non è che il 2014 sia stato un anno terribile, è stato un anno normale, né carne e né pesce, tuttaviam i sono visto diventare un pelo più saggio e forse anche più maturo, rimetto ai posteri quest'affermazione però.
Che cosa dire? Spero con tutto il cuore in un felice anno nuovo per tutti voi e per me, non potrei desiderare diversamente. Auguri a tutti voi e anzi sapete che c'è? Esagero! degli auguri speciali a quei pochi (ma buoni) che mi seguono anche sporadicamente, per voi si aggiunge un bel grazie grosso quante... quante... un poggio ( Casa è troppo abusato, dovevo ripiegare su qualcos'altro)
Give Me Enough Rope
mercoledì 31 dicembre 2014
martedì 2 dicembre 2014
Sguardo
Una volta per vedere quello sguardo avrai fatto enormi
sacrifici, avrei più volte rischiato almeno la mia salute per vederlo anche
solo 5 minuti.
Ma questo accadeva una volta, diamine perfino in 4 anni passa un'eternità.
Ogni persona ha uno sguardo suo, proprio personale; certo che magari qualche tratto, qualche emozione, qualche lineamento potrebbe assomigliare a quello di un'altra persona.
Certo, oramai nel mondo chi fa più caso allo sguardo di una persona? Alla fine non è nemmeno carino dire: "Hai uno sguardo simile a quello di X" sarebbe una mezza offessa all'originalità di quella persona nonché una probabile prova di una nostra fissazione.
Eppure sono stato contento di vedere uno sguardo simile al suo, uno sguardo simile a quello che mi ha fatto sognare e desiderare di vederlo.
Volevo dirglielo, volevo dirle che ne avevo trovato uno, ma come puoi farlo dopo che quello stesso sguardo quasi rifiuta di vederti? se oramai è ridotto a un piacevole ricordo in una madia polverosa della mente?
Immagino che nella vita le cose cambino, Cambiano le persone, mutano i rapporti e anche gli sguardi si trasformano.
Non mi rammarico, ma mi sento di darvi qualche consiglio: ricordatevi gli sguardi, ricordate quelli che vi colpiscono e che vi hanno colpito di più, ricordateveli e se non ci avete mai fatto caso, incominciate a farlo: vedrete che scoprirete un piccolo tesoretto di emozioni.
Ma questo accadeva una volta, diamine perfino in 4 anni passa un'eternità.
Ogni persona ha uno sguardo suo, proprio personale; certo che magari qualche tratto, qualche emozione, qualche lineamento potrebbe assomigliare a quello di un'altra persona.
Certo, oramai nel mondo chi fa più caso allo sguardo di una persona? Alla fine non è nemmeno carino dire: "Hai uno sguardo simile a quello di X" sarebbe una mezza offessa all'originalità di quella persona nonché una probabile prova di una nostra fissazione.
Eppure sono stato contento di vedere uno sguardo simile al suo, uno sguardo simile a quello che mi ha fatto sognare e desiderare di vederlo.
Volevo dirglielo, volevo dirle che ne avevo trovato uno, ma come puoi farlo dopo che quello stesso sguardo quasi rifiuta di vederti? se oramai è ridotto a un piacevole ricordo in una madia polverosa della mente?
Immagino che nella vita le cose cambino, Cambiano le persone, mutano i rapporti e anche gli sguardi si trasformano.
Non mi rammarico, ma mi sento di darvi qualche consiglio: ricordatevi gli sguardi, ricordate quelli che vi colpiscono e che vi hanno colpito di più, ricordateveli e se non ci avete mai fatto caso, incominciate a farlo: vedrete che scoprirete un piccolo tesoretto di emozioni.
giovedì 20 novembre 2014
Tempesta di fulmini
Un mese fa mi sono trovato sotto a
una tempesta di fulmini.
Sono uscito adagio sotto i numerosi tuoni fino a ritrovarmi di fronte al cielo immenso, un mare nero increspato da fulmini e saette blu intenso.
Per qualche secondo ho ammirato lo strabiliante spettacolo, poi al rimbombo di un tuono ho indietreggiato di qualche passo.
Stavo vedendo quello spettacolo con occhi nuovi: erano occhi meravigliati e impauriti, erano gli occhi che dovevano avere i legionari di fronte agli elefanti di Pirro;
In un attimo sono stato catapultato nell'universo, di cui mi sentivo solo una piccola parte, là di fronte all'olimpo di quella che i graci storici avrebbero descritto come la Collera di Zeus non mi sentivo altro che un piccolissimo essere umano-
Per qualche secondo, io che oramai non provo più paura da anni (Diciamocelo, nel 2014 oramai sono ben poche le cose che fanno paura al genere umano di cui non sia egli stesso l'artefice); Ho provato quella paura primordiale, quella dei nostri antenati , quella in cui eravamo ancora in gran parte animali.
Ma va bene, vanno bene anche questi bagni di umiltà a noi esseri umani che per pregio e per difetto cerchiamo sempre di volgere le cose al nostro controllo.
Fa bene non dimenticare e a volte rifigurarsi in quello che doveva essere stato il nostro passato.
Sono uscito adagio sotto i numerosi tuoni fino a ritrovarmi di fronte al cielo immenso, un mare nero increspato da fulmini e saette blu intenso.
Per qualche secondo ho ammirato lo strabiliante spettacolo, poi al rimbombo di un tuono ho indietreggiato di qualche passo.
Stavo vedendo quello spettacolo con occhi nuovi: erano occhi meravigliati e impauriti, erano gli occhi che dovevano avere i legionari di fronte agli elefanti di Pirro;
In un attimo sono stato catapultato nell'universo, di cui mi sentivo solo una piccola parte, là di fronte all'olimpo di quella che i graci storici avrebbero descritto come la Collera di Zeus non mi sentivo altro che un piccolissimo essere umano-
Per qualche secondo, io che oramai non provo più paura da anni (Diciamocelo, nel 2014 oramai sono ben poche le cose che fanno paura al genere umano di cui non sia egli stesso l'artefice); Ho provato quella paura primordiale, quella dei nostri antenati , quella in cui eravamo ancora in gran parte animali.
Ma va bene, vanno bene anche questi bagni di umiltà a noi esseri umani che per pregio e per difetto cerchiamo sempre di volgere le cose al nostro controllo.
Fa bene non dimenticare e a volte rifigurarsi in quello che doveva essere stato il nostro passato.
lunedì 10 novembre 2014
Lettere
Adoro le lettere, sono piccoli concentrati di te stesso in
fogli.
Da una lettera possiamo capire tante cose e il bello delle lettere è che (almeno nel mio caso) non riesca a scriverne una senza che la parte più interna di me stesso, senza che l'anima fuoriesca dalla penna e si sdrai sul foglio.
Per me è pressoché impossibile applicare un filtro tra quello che provo e quello che dico, pericoloso si ma è anche giusto cosi: imbavagliare una lettera o farcirla di bugie e frasi circostanziali sarebbe una perversione della natura stessa della lettera, nonché un sonoro manrovescio in quello che credo; No è importante che una persona mantenga un luogo nel quale poter essere più vero possibile senza finzioni, quel logo per me corrisponde alla superficie di un foglio.
Certo, oramai non si scrivono più *sigh* sono poche le occasioni in cui possiamo permetterci di scrivere una lettera a mano, ah a volte non riesco davvero a sopportare i cambiamenti che porta la modernità: Mi rifiuto di rinunciare a quei piccoli pezzi di carta pregni di sentimenti, profumi ( donne continuate a profumare le vostre lettere u.u) immaginazione...
Rinuncerei volentieri a quelle stampate, quelle che troppo spesso in fondo a destra al posto della firma recano un saldo da pagare.
La verità è che io vorrei scriverne parecchie, mi piacerebbe scrivere a 3 4 persone una lettera proprio ora; Ah una volta si raccoglievano le lettere indirizzate a varie persone e se ne faceva un epistolario, oggi cosa faranno? andranno a scavare nelle nostre conversazioni in chat?
Eh si mi piacerebbe proprio scriverne un paio, ma la difficoltà di scriverle al giorno d'oggi è che è poi difficile consegnarle... e in caso di effettiva consegna non è certa uan risposta...
E non so cosa ci sia di più malinconico tra lo scrivere lettere che non verranno mai consegnate e lettere che non riceveranno mai una risposta.
Magari è arrivato il momento di esprimere a parole suonanti e non tramite parole scritte... ma non posso rinunciare a quel fascino d'inchiostro.
Da una lettera possiamo capire tante cose e il bello delle lettere è che (almeno nel mio caso) non riesca a scriverne una senza che la parte più interna di me stesso, senza che l'anima fuoriesca dalla penna e si sdrai sul foglio.
Per me è pressoché impossibile applicare un filtro tra quello che provo e quello che dico, pericoloso si ma è anche giusto cosi: imbavagliare una lettera o farcirla di bugie e frasi circostanziali sarebbe una perversione della natura stessa della lettera, nonché un sonoro manrovescio in quello che credo; No è importante che una persona mantenga un luogo nel quale poter essere più vero possibile senza finzioni, quel logo per me corrisponde alla superficie di un foglio.
Certo, oramai non si scrivono più *sigh* sono poche le occasioni in cui possiamo permetterci di scrivere una lettera a mano, ah a volte non riesco davvero a sopportare i cambiamenti che porta la modernità: Mi rifiuto di rinunciare a quei piccoli pezzi di carta pregni di sentimenti, profumi ( donne continuate a profumare le vostre lettere u.u) immaginazione...
Rinuncerei volentieri a quelle stampate, quelle che troppo spesso in fondo a destra al posto della firma recano un saldo da pagare.
La verità è che io vorrei scriverne parecchie, mi piacerebbe scrivere a 3 4 persone una lettera proprio ora; Ah una volta si raccoglievano le lettere indirizzate a varie persone e se ne faceva un epistolario, oggi cosa faranno? andranno a scavare nelle nostre conversazioni in chat?
Eh si mi piacerebbe proprio scriverne un paio, ma la difficoltà di scriverle al giorno d'oggi è che è poi difficile consegnarle... e in caso di effettiva consegna non è certa uan risposta...
E non so cosa ci sia di più malinconico tra lo scrivere lettere che non verranno mai consegnate e lettere che non riceveranno mai una risposta.
Magari è arrivato il momento di esprimere a parole suonanti e non tramite parole scritte... ma non posso rinunciare a quel fascino d'inchiostro.
giovedì 6 novembre 2014
La tela
Ho una tela bianca.
Una tela completamente bianca e lo è da anni. circa 50 X 30 avvolta in una busta di plastica verde cinabro chiaro.
È nell'anta dell'armadio da anni, di quella tela ne ho solo esaminato la struttura soffermandomi su tutti i punti compresi le maglie di ferro che fissano la tela al suo supporto.
Non ho mai osato prendere un pennello e appoggiare la sua punta contro quella carta cosi banca e cosi perfetta.
La Tela è uno degli strumenti artistici che andrebbe venerato di più, è la base, è la materia prima è una finestra, una finestra verso il fiume che scorre dentro l'artista, un portale per altre dimensioni dove poter convogliare tutti quei sentimenti allo stato puro e imprimerli.
Ogni tanto metto la tela in posizione, come se mi apprestassi a dipingerla, aggiusto la posizione in modo che la luce cada sopra di essa e mi mi metto a sedere comodo. guardandola.
E immagino: immagino di incominciare dallo sfondo, immagino che gradazione di nero usare: Anche il nero vuole la sua tonalità; poggiare la punta in maniera orizzontale sul foglio e incominciare a dosare colori e fantasia, emozioni e sensazioni.
Vorrei essere un pittore per riuscire a esprimere le emozioni più pure e vere e immortalarle su carta.
Mentre rimetto a posto la tela, in quelle spoglie cosi inadeguate, non faccio a meno di chiedermi se troverò mai mani in grado di dipingere quella tela e soggetto adeguato a spiccare su quella superficie che merita bellezza.
Una tela completamente bianca e lo è da anni. circa 50 X 30 avvolta in una busta di plastica verde cinabro chiaro.
È nell'anta dell'armadio da anni, di quella tela ne ho solo esaminato la struttura soffermandomi su tutti i punti compresi le maglie di ferro che fissano la tela al suo supporto.
Non ho mai osato prendere un pennello e appoggiare la sua punta contro quella carta cosi banca e cosi perfetta.
La Tela è uno degli strumenti artistici che andrebbe venerato di più, è la base, è la materia prima è una finestra, una finestra verso il fiume che scorre dentro l'artista, un portale per altre dimensioni dove poter convogliare tutti quei sentimenti allo stato puro e imprimerli.
Ogni tanto metto la tela in posizione, come se mi apprestassi a dipingerla, aggiusto la posizione in modo che la luce cada sopra di essa e mi mi metto a sedere comodo. guardandola.
E immagino: immagino di incominciare dallo sfondo, immagino che gradazione di nero usare: Anche il nero vuole la sua tonalità; poggiare la punta in maniera orizzontale sul foglio e incominciare a dosare colori e fantasia, emozioni e sensazioni.
Vorrei essere un pittore per riuscire a esprimere le emozioni più pure e vere e immortalarle su carta.
Mentre rimetto a posto la tela, in quelle spoglie cosi inadeguate, non faccio a meno di chiedermi se troverò mai mani in grado di dipingere quella tela e soggetto adeguato a spiccare su quella superficie che merita bellezza.
venerdì 24 ottobre 2014
Out of Date
Il mondo è cambiato, lo so lo so il mondo ha la brutta
tendenza di non cambiare mai, per lo meno è cosi nei detti:"Ma da che
mondo è mondo...." e invece il mondo è volubile, volubilissimo! almeno per
me.
Forse tutto è cambiato affinché rimanesse uguale; Ecco forse è questo che ci fa apparire tutto familiare, quell'oncia di famigliarità che troviamo in tutte le cose sconosciute: anche nelle persone.
Per me tutta via è cambiato, non mi ci trovo più a questo mondo, non riesco a dire dove sia il cielo e la terra e dov'e l'orizzonte, ferito, sia andato a morire.
Ogni tanto, si, magari mi pare di intravederlo per tutti i punti cardinali, a volte me ne porta la brezza la voce, a volte si scherma dietro la nebbia.
Mi sento vecchio, obsoleto e scaduto, pieno di insegnamenti che sembrano lontani dagli standard moderni, quell'odore tanto caro di polvere e pagine ingiallite, tutti i romanzi inghiottii, tutti i valori trasmessi non trovano nessuno spazio nella realtà.
Ti ritrovi cosi coi sogni di Casanova, la gloria di Cesare, Napoleone - Alessandro e i grandi imperatori - la saggezza di Cicerone: è tutto sbiadito e quasi cancellato ogni giorno che passa, ora dopo ora dopo ora.
E io son qua come un Grullo, uno di quei cartoni di latte che quando arrivi a casa ti accorgi che è scaduto nonostante fosse in mezzo a i cartoni nuovi.
E se non fosse che la vita è un soffio continuo di polvere, io lotterei per tenere vive quelle particelle, ma scivolano via, finché vivrò scivoleranno sempre via mentre io dovrò guardarli scivolare via con la corrente dentro di me e dissolversi nel mondo fuori.
Forse tutto è cambiato affinché rimanesse uguale; Ecco forse è questo che ci fa apparire tutto familiare, quell'oncia di famigliarità che troviamo in tutte le cose sconosciute: anche nelle persone.
Per me tutta via è cambiato, non mi ci trovo più a questo mondo, non riesco a dire dove sia il cielo e la terra e dov'e l'orizzonte, ferito, sia andato a morire.
Ogni tanto, si, magari mi pare di intravederlo per tutti i punti cardinali, a volte me ne porta la brezza la voce, a volte si scherma dietro la nebbia.
Mi sento vecchio, obsoleto e scaduto, pieno di insegnamenti che sembrano lontani dagli standard moderni, quell'odore tanto caro di polvere e pagine ingiallite, tutti i romanzi inghiottii, tutti i valori trasmessi non trovano nessuno spazio nella realtà.
Ti ritrovi cosi coi sogni di Casanova, la gloria di Cesare, Napoleone - Alessandro e i grandi imperatori - la saggezza di Cicerone: è tutto sbiadito e quasi cancellato ogni giorno che passa, ora dopo ora dopo ora.
E io son qua come un Grullo, uno di quei cartoni di latte che quando arrivi a casa ti accorgi che è scaduto nonostante fosse in mezzo a i cartoni nuovi.
E se non fosse che la vita è un soffio continuo di polvere, io lotterei per tenere vive quelle particelle, ma scivolano via, finché vivrò scivoleranno sempre via mentre io dovrò guardarli scivolare via con la corrente dentro di me e dissolversi nel mondo fuori.
martedì 14 ottobre 2014
Come saggi sulle colline
I piccioni al cimitero ti guardano con uno sguardo diverso,
non è quello curioso, vispo, impaurito o miserabile che incontri in città è
diverso.
Appollaiati sulle lanterne o sui cornicioni delle cappelle come corvi, è uno sguardo nuovo, più profondo e saggio, scrutatore.
Cambia la loro posizione, non più piccoli animali in un mondo in movimento scansati dalla gente più alta di loro; Qua non temono il confronto, qua sono loro a guardarti dall'alto in basso con tutta la calma del mondo, come a essere entrati in un luogo sacro dove ogni fazione depone le armi davanti a saggi seduti sulle colline.
Un tempo si diceva che i corvi contrassegnassero alle valchirie i guerrieri valorosi caduti in battaglia, oggi è probabile che i posteri di quei pennuti si godono la posizione di custodi di questi luoghi.
Un lavoro tranquillo ben lontano dalle glorie del passato.
Chi sa se anche loro si sono rassegnati alla comodità dei giorni nostri - Ricordo che quando ero piccolo la maggior parte dei fiori sulle lapidi erano freschi; Adesso hanno lasciato il loro posto a fiori di plastica in tutto e per tutto simili ma richiedenti meno cure, una spolverata e basta cosi, come oramai a noi piace fare per tutto anche per i ricordi e le sensazioni.
Appollaiati sulle lanterne o sui cornicioni delle cappelle come corvi, è uno sguardo nuovo, più profondo e saggio, scrutatore.
Cambia la loro posizione, non più piccoli animali in un mondo in movimento scansati dalla gente più alta di loro; Qua non temono il confronto, qua sono loro a guardarti dall'alto in basso con tutta la calma del mondo, come a essere entrati in un luogo sacro dove ogni fazione depone le armi davanti a saggi seduti sulle colline.
Un tempo si diceva che i corvi contrassegnassero alle valchirie i guerrieri valorosi caduti in battaglia, oggi è probabile che i posteri di quei pennuti si godono la posizione di custodi di questi luoghi.
Un lavoro tranquillo ben lontano dalle glorie del passato.
Chi sa se anche loro si sono rassegnati alla comodità dei giorni nostri - Ricordo che quando ero piccolo la maggior parte dei fiori sulle lapidi erano freschi; Adesso hanno lasciato il loro posto a fiori di plastica in tutto e per tutto simili ma richiedenti meno cure, una spolverata e basta cosi, come oramai a noi piace fare per tutto anche per i ricordi e le sensazioni.
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